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    Tempo per i figli: come trovarlo quando non c’è?

    Avere tempo per i figli è oggi una delle pressioni principali per un genitore, che deve destreggiarsi tra lavoro, casa e famiglia.

    tempo per i figli
    Photo by David Straight on Unsplash

    “Le persone appartenenti alla cosiddetta Generazione X, che per lo più sono diventati genitori tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni 2000, sono stati etichettati come “genitori elicottero”. Sempre nelle vicinanze dei figli, con l’obiettivo di tenerli d’occhio, liberando i loro percorsi dagli ostacoli per proteggerli. Ma essere vicini, scrutando ogni pericolo, non significa necessariamente essere presenti o essere in connessione con i propri figli. Spesso è un’eccessiva protezione lascia i bambini mal equipaggiati a livello di competenze di vita necessarie per cavarsela nel mondo degli adulti. 

    Nello spirito del nostro sforzo collettivo per “fare per bene questa cosa dell’essere genitori”, i millennial (che crescono i bambini nati dopo il 2000) trascorrono più tempo con i loro figli rispetto a qualsiasi generazione precedente. In parte perché capiscono la necessità di passare del tempo di qualità con i propri figli. Ma a causa delle carriere e di altre esigenze, per farlo, spesso sacrificano il sonno e altre componenti cruciali della cura di sé. 

    Ci sono anche enormi pressioni culturali, sociali e personali per essere il genitore perfetto e il miglior partner. Instagram, Facebook e altre piattaforme di social media intensificano questa pressione. Tutti propongono i loro migliori ‘sé genitoriali’, selezionando immagini e post che presentano le loro vite e relazioni nella luce migliore. 

    I genitori e i caregiver di oggi di tutte le generazioni pianificano eccessivamente le loro vite nel tentativo di essere reattivi ai loro figli. Col risultato che ne escono esausti e, di conseguenza, fanno molta fatica a essere davvero presenti.”

    Julie Morgenstern Time to parent

    tempo per i figli: la sfida di essere un genitore oggi

    Questo brano riprende uno studio fatto dalla giornalista americana Jennifer Senior nel suo libro Tanta gioia, nessun piacere. Nel testo, Senior si propone di indagare il motivo per cui i genitori di oggi si sentono così sotto pressione e racconta molto bene quali sono le sfide dell’essere genitori ai giorni nostri.

    Se prima i figli venivano cresciuti per aiutare i genitori a provvedere alla famiglia, oggi vogliamo crescere i nostri figli affinché possano vivere una vita migliore della nostra. Il ché vuol dire insegnare loro a svolgere delle azioni pratiche, come imparare una professione e cucinarsi qualcosa. Ma anche aiutarli a sviluppare la loro vita emotiva.

    UN CAMBIO DI MENTALITA’

    Per dirla con un’espressione della sociologa Viviana Zelizer, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale c’è stato, a livello sociale, un cambiamento che ha trasformato i bambini in “economicamente inutili ma emotivamente inestimabili”.

    Tuttavia, sviluppare la vita emotiva dei nostri figli è un impegno che risulta molto difficile da conciliare con le nostre vite frenetiche e le lunghe giornate lavorative.

    Per un genitore, lavorare come minimo otto ore al giorno (escludendo l’eventuale pendolarismo), alla lunga, non è sostenibile.

    Da qui, molti dei recenti fenomeni di dimissioni anche da parte di uomini. Le donne infatti non sono, purtroppo, nuove a questo fenomeno a causa di una ormai salda e reiterata tendenza da parte del mondo del lavoro a pagarle meno e farle crescere meno, proprio perché “prima o poi potrebbero avere dei figli”.

    Tuttavia, l’aspetto interessante della ricerca di Jennifer Senior è che le gli scienziati e scienziate che si occupano di scienze sociali hanno notato un collegamento tra il tempo e l’attenzione che i bambini ricevono (dai loro genitori) e il livello della loro funzione esecutiva.

    La funzione esecutiva comprende alcune competenze tra cui la capacità di organizzarsi, di controllare gli impulsi, di prendere decisioni, di analizzare informazioni complesse e di concentrarsi.

    In pratica: i livelli di funzione esecutiva aumentano all’aumentare non tanto del tempo che si dedica ai propri figli, ma dell’attenzione indivisa nei loro confronti.

    Più “tempo di qualità” passiamo con i nostri figli, più svilupperanno queste competenze laterali, fondamentali per la loro vita adulta.

    Un altro spunto di riflessione

    Il tempo di qualità non ha nulla a che vedere con quanto tempo si dedica. Infatti, se si è pienamente concentrati sull’altra persona, anche cinque minuti di qualità possono essere estremamente arricchenti per entrambi. Così come un’ora insieme in cui i genitori passano il tempo a pensare ad altro o a guardare il telefono non valgono come tempo di qualità.

    Per i genitori che lavorano, queste dovrebbero essere delle buone notizie.

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