• Donne e Lavoro

    Equilibrio vita-lavoro su misura

    L’equilibrio vita-lavoro va ricercato e ritagliato addosso alle proprie necessità. Però bisogna tenere conto di due aspetti

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    EQUILIBRIO VITA-LAVORO: LA MIA STORIA

    Quando sono diventata mamma per la prima volta avevo le idee molto chiare sul tipo di mamma che volevo essere: una di quelle che non si annullava per i figli. 

    Quando mio figlio aveva 3 mesi ho ripreso a lavorare e a 8 mesi lui ha fatto l’inserimento al nido. Nei mesi in mezzo avevamo preso una baby sitter. Io allora lavoravo già da remoto, ma ogni tanto dovevo lasciare casa per riunioni e appuntamenti. 

    Era una situazione ideale: niente pendolarismo inutile e potevo gestire i miei orari (lavoravo in un’azienda internazionale che ragionava più per obiettivi che per tempo lavorato).

    crisi

    Quando mio figlio ha compiuto un anno, la mia azienda ha chiuso e io mi sono ritrovata senza un lavoro. Grazie a una cara amica, ho trovato velocemente una soluzione, ma questa volta in una realtà molto diversa: un’agenzia (con tutto quello che ciò comporta e chi  ha mai lavorato in agenzia lo sa): orari lunghi, multitasking spietato, in alcune occasioni lavoro nei weekend.

    Dopo un anno di questa vita con un bimbo piccolo che durante la settimana vedevo mezz’ora al giorno, e che il pomeriggio stava con la baby sitter (che io non riuscivo nemmeno a edurre sulla cena perché non avevo il tempo per una telefonata), entro in depressione.

    Nei nostri progetti c’era un secondo figlio, ma in quel momento non riuscivo proprio a vedere come ciò potesse accadere: ero distrutta già solo con uno e i nostri stipendi non sarebbero stati sufficienti per accogliere un altro figlio.

    Però con M. ne abbiamo parlato. E, ragionevolmente, ci siamo detti che, dal momento che sarebbe potuto capitare subito, come no, avremmo potuto almeno iniziare a provare e vedere cosa succedeva.

    incinta

    Alla fine sono rimasta incinta. L’ho scoperto al pronto soccorso dove mi sono recata dopo un lungo episodio di febbre alta e dei dolori all’addome. Avevo una cisti bella grossa all’ovaio. 

    Il mio ginecologo mi ha prescritto riposo e io sono andata in maternità anticipata.

    Da quel momento, con la quiete e la tranquillità delle giornate a casa, ho iniziato a riflettere e a metabolizzare l’ultimo anno e mi sono resa conto che non volevo più fare quella vita. Non volevo avere dei figli che non riuscivo nemmeno a vedere. Anche perché lo stipendio di allora non mi avrebbe comunque permesso di potermi dedicare tranquillamente al lavoro e alla vita familiare. Sarebbe stato un tour de force e basta. 

    Dopo la maternità ho iniziato a cercare un altro lavoro, ma man mano che cerco mi rendo conto che il mio settore non mi piace più… umanamente. E il pensiero di dovermi mettere a mandare CV un’altra volta, quando purtroppo per me non ha mai funzionato (nel mio settore funziona spesso per passaparola) mi mandava al manicomio. 

    Ho azzerato tutto, cancellato la lavagna e ho pensato: cosa mi piace fare?

    che cosa mi piace fare?

    Lì ho ricordato una cosa che avevo fatto qualche anno prima che mi aveva dato grande soddisfazione e mi aveva fatto proprio pensare: “sarebbe un bel lavoro!”. Era stato quando avevo applicato il metodo Konmari alla nostra casa, dopo aver letto “il magico potere del riordino”. Era il 2014.

    Ora, per me la maternità è stato il deus ex machina che mi ha fatto scoprire la mia missione, il mio compito su questa terra. Se oggi mi leggi e trovi utilità o conforto in questi contenuti è in parte grazie ai miei figli, perché senza di loro non avrei mai avuto il coraggio di mollare tutto e inventarmi un’attività da zero. EQUILIBRIO VI

    figli e prospettive

    Molti genitori (in particolare mamme) vivono una forte presa di consapevolezza quando hanno dei figli. Una volta un’amica mi disse “Vedrai, quando nasce (tuo figlio), rimetti tutto in prospettiva”. E aveva ragione.

    Nel giro di pochi anni ho trovato quello che tanto avevo cercato: la mia missione e la mia passione. Il mio scopo nel mondo.

    È importante però anche ricordare che il proprio scopo nel mondo non per tutti arriva dalla maternità o paternità: la storia è piena di artisti favolosi, scienziati, persone che hanno cambiato le cose per molti, senza vivere l’esperienza del diventare genitore.

    Tutto quello che ho scritto finora vuole essere una riflessione su come la maternità può impattare sul mondo del lavoro.

    Infatti, in quest’ottica, è comprensibile che, indipendentemente da situazioni economiche, le donne possano iniziare a desiderare altro oltre alla carriera quando hanno figli. Si desidera passare più tempo con loro, affiancarli in tutte le fasi della loro crescita e sviluppo.

    EQUILIBRIO VITA-LAVORO- TIP #1: NON annullarTi per i figli

    Aspetta però. Non avevo detto di non annullarsi per i figli? Non lavorare più, essere sempre a casa, non avere amicizie esterne all’ambito familiare… tutto questo è proprio annullarsi!

    È importante ricordarsi sempre che i figli crescono veloci e se ora ti senti indispensabile per loro, presto non lo sarai (lo so, è dura da accettare). Quindi meglio continuare a coltivarsi anche una parte della propria vita indipendente da loro.

    EQUILIBRIO VITA LAVORO – TIP #2: ASSICURATI UN INGRESSO ECONOMICO

    Ebbene, c’è un modo molto semplice per non cadere in questo tranello e ricercare un migliore equilibrio vita-lavoro: mantenere la lucidità e provare a costruirsi una vita lavorativa a misura di famiglia: per esempio provando a richiedere un part-time o di lavorare da remoto. Infine se fosse nelle tue corde, puoi sempre provare con un’attività da free-lance. È importante però non prendere decisioni avventate e lasciare il proprio lavoro senza un piano B.

    Perché questo ti permetterà di non perdere una delle cose più importanti che hai: la tua indipendenza economica. Se mantieni la tua indipendenza economica, potrai decidere della tua vita, senza quella dipenderai da qualcun altro, e posso assicurarti che non è una bella esperienza.

    L’obiettivo finale è trovare il tuo equilibrio vita/lavoro, dove uno dei due poli sia però necessariamente un ingresso economico di qualche tipo. 

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