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    Piccola guida al decluttering

    Piccola guida al decluttering: Tutto quello che avresti sempre voluto sapere, ma non hai mai osato chiedere

    Photo by Jessica Kessler on Unsplash

    Che cos’è il decluttering

    Decluttering è una parola inglese che significa “eliminare le cianfrusaglie”. Questa parola, applicata all’organizzazione degli spazi, è tornata prepotentemente di moda negli ultimi anni, grazie al bestseller di Marie Kondo Il magico potere del riordino. L’autrice infatti racconta come ogni suo intervento di riorganizzazione inizi eliminando il superfluo, secondo il metodo da lei creato e chiamato KonMari. Tuttavia, l’eliminazione del superfluo è per molti ancora difficile da mettere in pratica. Vediamo quindi in questa guida al decluttering come farlo e perché.

    Perché fare decluttering

    Fare decluttering comporta molti benefici: in questa guida affrontiamo anche questo aspetto.

    Di solito l’eliminazione del superfluo è la prima fase quando si vuole rimettere in ordine una zona o un’area della propria abitazione. Buttare via ciò che non serve più ha come primo obiettivo infatti quello di creare spazio per ciò che invece resta.

    Un altro grande beneficio di questa pratica è anche l’inevitabile allenamento del nostro muscolo decisionale. Infatti, per decidere se e cosa tenere è necessario prendere decisioni (seppur minime), sviluppando la nostra capacità di fare delle scelte.

    Infine, quando si fa decluttering è facile rivivere, attraverso gli oggetti che analizziamo, situazioni del passato, vedendole sotto una luce diversa. Questo passaggio può rappresentare un momento in cui validare le proprie emozioni e sensazioni, chiudere alcuni cerchi, prendere atto di alcuni comportamenti, insomma: analizzare la nostra storia fino a quel momento e, perché no, iniziare a farci un’idea di come vogliamo (o non vogliamo) vivere i prossimi anni della nostra vita.

    Quando fare decluttering

    Premesso che eliminare il superfluo è sempre una buona idea (a patto che ciò che eliminiamo sia davvero superfluo e non si rischi di buttare cose che invece servono, impattando così anche negativamente sull’ambiente), sicuramente ci sono alcuni momenti della vita in cui il decluttering può essere davvero molto utile, in preparazione ad alcuni grossi cambiamenti della vita:

    Traslochi/convivenza:

    Fare un bel repulisti prima del trasloco non dovrebbe neppure essere un’opzione, a mio avviso. Sembra piuttosto illogico occupare spazio non solo nella nuova casa ma anche all’interno del camion dei trasporti con oggetti che non desideriamo tenere, senza contare la maggiore spesa economica di trasporto. Inoltre, quale migliore occasione di una nuova casa per riorganizzare le proprie cose in un modo nuovo e fresco!

    Nascita:

    È piuttosto comune che quando una coppia aspetta un figlio si trovi in una casa che, nelle dimensioni, non soddisfa le necessità di spazio necessarie ad accogliere anche il nuovo piccolo inquilino. Anche se poi, come spesso capita, la coppia si sposterà dopo i primi mesi (o anni) in un appartamento più grande, fare una cernita degli oggetti che davvero vogliamo conservare prima della nascita del bebè è sicuramente una buona idea. Un bimbo spesso implica anche una grande quantità di oggetti (pannolini, biberon, scaldabiberon, culla, cuocipappa, vestitini, peluches e giochi) e iniziare a creare dello spazio per accogliere questo arsenale di cose è senza dubbio saggio.

    Cambio lavoro:

    Un’altra situazione in cui il decluttering casca a pennello è nel passaggio da un posto di lavoro a un altro. Quando si cambia lavoro, salvo eccezioni, si sa cosa si lascia ma non si sa esattamente cosa si trova. Le aspettative sono alte da entrambe le parti e si desidera da subito fare del proprio meglio. Probabilmente i primi tempi saranno anche fatti di lunghe giornate in ufficio. Per tutti questi motivi è utile che la propria vita fuori dall’ambito lavorativo scivoli via senza intoppi e ben organizzata, e questo è sempre più facile quando avviene in un ambiente funzionale, dove è facile trovare sempre ciò che si cerca.

    Confusione/crisi:

    Infine, stra-consiglio il decluttering quando si è in un momento un po’ difficile della propria vita. Magari si è confusi su una decisione da prendere o su quello che si prova in una determinata situazione. Rimettere in ordine le proprie cose è un’azione meccanica e pratica, per cui serve molta presenza. I pensieri si distaccano così da ciò che ci affligge e si concentrano su questo compito, riportando in noi una dose di calma e serenità. E chissà, magari anche un nuovo punto di vista sul nostro problema.

    Come fare decluttering

    1. Apri un cassetto e tira fuori il contenuto
    2. Decidi quali oggetti vuoi tenere e quali non vuoi più
    3. Di quelli che non vuoi più, decidi cosa farne (butta, vendi, regala)
    4. Fai la stessa cosa con un altro cassetto/scatola, mobile, armadio
    5. Ripeti

    Facile, no? Le difficoltà però ci sono e per molte persone sono talmente insormontabili da non permettere loro di iniziare a eliminare il superfluo dalle loro case.

    Difficoltà del decluttering

    Per quanto il decluttering sia davvero poco complicato da mettere in pratica, ho riscontrato più volte come sia invece qualcosa che mette seriamente in difficoltà alcune persone. Ecco i principalii ostacoli che potrebbero rendere questa pratica complessa:

    Difficolta’ a prendere decisioni

    Non c’è nulla di male nel non essere bravi o veloci a prendere decisioni, anzi, io credo che in certi casi la procrastinazione sia essa stessa decisione (di rimandare, appunto). Tuttavia, il decluttering è una di quelle situazioni in cui non prendere alcune decisioni, soprattutto se si è già partiti col lavoro e ci si trova a metà strada, può essere piuttosto negativo. Ci si ritroverebbe circondati da oggetti di cui non sapremmo cosa fare. Questa situazione è particolarmente disagevole nel momento in cui si condivide l’abitazione con altre persone, che sarebbero così esposte a un disordine che inficerebbe la fruizione degli spazi comuni.

    difficolta’ a separarsi dagli oggetti

    Spesso la difficoltà decisionale è legata a doppio filo alla difficoltà a lasciare andare gli oggetti. E i motivi per cui è difficile separarsi dagli oggetti sono tanti:

    • perché “non si sa mai”
    • perché leghiamo gli oggetti alla nostra identità
    • per rafforzare l’autostima
    • per acquisire sicurezza
    • per il gusto di possedere
    • perché si è sempre fatto così
    • perchè “buttarlo è un peccato”
    • perché più si ha, meglio è
    • per avarizia
    • per sopprimere le emozioni
    • per senso di colpa
    • perché si è preda di un disturbo ossessivo

    Guardando ciascun oggetto che facciamo fatica a eliminare attraverso questo elenco, sarà facile arrivare alla conclusione che le ragioni per cui non riusciamo a eliminarlo sono principalmente irrazionali o emotive. Questa presa di consapevolezza porterà con sé una maggior chiarezza e quindi a una decisione (in qualsiasi direzione).

    Troppi oggetti (sensazione di sopraffazione)

    Quando la zona da “ripulire” è troppo piena di oggetti è facile essere demotivati. In questo caso, la cosa più semplice da fare è partire dal piccolo (un piccolo cassetto o una piccola area) e procedere in maniera graduale.

    Difficolta’ a smaltire gli oggetti:

    Se per ragioni fisiche e logistiche lo smaltimento di ciò che decidiamo di eliminare può risultare difficoltoso non ci si deve disanimare. L’ideale sarebbe informarsi, prima di iniziare il decluttering, circa gli aiuti che possiamo ottenere (app su cui vendere, amici che possono aiutarci a portare in discarica le nostre cose o servizi che vengono a ritirare gli oggetti a domicilio). Quando questo non è possibile, è importante avere un’area “cuscinetto” in cui ammassare temporaneamente i sacchetti con gli oggetti da eliminare per smaltirli con calma in seguito.

    Mancanza di tempo

    Di tutte le ragioni questa è spesso quella meno “sincera”, dietro alla quale invece si cela qualcos’altro. Il decluttering infatti può tranquillamente essere fatto in maniera graduale, per step, dedicando il tempo che si ha, anche solo 10 minuti al giorno. Piuttosto, se la tua “scusa” è quella del tempo, indagherei sul reale desiderio di fare questo percorso. 

    Eliminare il superfluo è, a mio parere, un modo anche per guardarsi dentro e stare bene, ma non è di certo l’unico! Forse, potrebbe semplicemente non essere il metodo adatto a te!

    Perché fare decluttering può aiutare nella gestione della casa e del proprio tempo?

    Una casa che contiene solo oggetti utili o che ci piacciono non è solo una casa confortevole, ma anche facile da pulire e da gestire.

    Ogni oggetto che possediamo, infatti, ha necessità di essere curato: di essere spolverato, lavato, riparato quando si rompe, ecc. La cura dei nostri oggetti porta via tempo ed energie, che invece potremmo dedicare a cose più vitali.

    Per questo, credo sia utile, oggi più che mai, chiedersi come vogliamo impiegare il nostro tempo quando non stiamo lavorando: abbracciati ai nostri bambini, facendo l’amore, passando pomeriggi spensierati con gli amici o portando a riparare il nostro montalatte elettrico?

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