• Less is more

    Azioni e obiettivi

    Per realizzare quello che vogliamo nel modo più semplice e diretto, dobbiamo fare attenzione che azioni e obiettivi siano allineati

    Disclaimer: sono una donna bianca, etero, abile e benestante, quindi una privilegiata. In questo articolo parlo di obiettivi, sogni e desideri e come provare a realizzarli. Se pensi che il mio punto di vista potrebbe offenderti, ti chiedo di non proseguire oltre nella lettura.

    Sono un’adepta del motto vanderroheniano “Less is more” (che in casa mia è sempre stato riassunto, più prosaicamente, in “meglio poco ma buono”) e venero il dio del minimalismo.

    Nonostante ciò, amo l’abbondanza, solo non di cose, quanto piuttosto di tempo, emozioni, sensazioni, esperienze e affetto. 

    E avere meno oggetti è l’unico modo che conosco per avere di più di ciò che desidero veramente.

    Se ho poche cose, perderò meno tempo a pulirle, aggiustarle, stirarle, invece guadagnerò tempo per stare con i miei figli, fare qualcosa che mi piace e mi arricchisce, riposarmi.

    Gli oggetti che non mi servono sono quelli che mi conferiscono uno “status”: una macchina costosa, gioielli, l’ultimo modello di smartphone.

    Io mi sento sicura di me stessa: di quello che sono, di quello che voglio per me e per i miei cari. Non solo non sento la necessità di possedere “cose”, ma se le desiderassi diventerebbero ostacoli sulla mia strada, perché mi farebbero perdere di vista i miei obiettivi più importanti.

    Come per esempio: avere un tetto sulla testa, passare le giornate facendo qualcosa che mi piace, stare con i miei cari, fare in modo che io e la mia famiglia rimaniamo in salute, guadagnare quel tanto che basta per cibo, cure mediche, studi e, se riesco ad arrivarci, la pensione.

    Dobbiamo iniziare ad accettare che anche le energie, così come il tempo, sono una risorsa finita e limitata. Ecco perché dobbiamo essere molto consapevoli degli obiettivi verso cui le indirizziamo, perché potrebbero non rimanerci energie a sufficienza per ciò che conta davvero.

    Foto di Karolina Grabowska su pexels

    AZIONI E OBIETTIVI ALLINEATI

    Ti faccio un esempio: mettiamo che Anna, libera professionista, voglia comprarsi un’auto nuova, abbastanza costosa. Per poter pagare le rate della macchina deve aumentare il suo giro d’affari di X mila euro. Per farlo, inizia a lavorare molto di più, tanto che la sera riesce a malapena a vedere i suoi figli perché lavora fino a tardi. All’inizio Anna sarà contenta della sua nuova macchina, ma col tempo usciranno altri modelli, più belli, più nuovi, più tecnologici, lei sarà sempre più stanca fisicamente per tutte le ore lavorate e si potrebbe sentire frustrata per riuscire a passare poco tempo con la sua famiglia.

    Ora, è normale e giusto che ognuno abbia i propri obiettivi. Non importa che siano diversi o uguali ai miei, l’importante è che ognuno abbia ben chiari i propri obiettivi fondamentali. 

    Capire quali siano gli obiettivi importanti per ciascuno di noi è un esercizio inevitabilmente soggettivo e solitario. Quello che però è davvero importante è imparare come canalizzare le proprie energie al raggiungimento dei propri obiettivi, senza (troppe) divagazioni.

    AZIONI E OBIETTIVI: COME FARE PER ALLInEARLI

    La regola del 3

    Uno strumento che può aiutare a fare questo è la regola del 3*.

    È molto semplice: si tratta di identificare tre obiettivi che vuoi raggiungere da qui a un anno, un mese, una settimana, un giorno. Il trucco è partire dagli obiettivi più a lungo termine, andando via via a scendere. 

    Questo modo di procedere serve a fare in modo che gli obiettivi siano tutti allineati tra di loro. Ovvero che gli obiettivi del giorno siano propedeutici alla realizzazione di quelli della settimana, questi ultimi alla realizzazione di quelli del mese e così via.

    In questo modo va da sé che tutti i tuoi sforzi e le tue energie punteranno verso i tuoi obiettivi. 

    Certo, poi per raggiungerli, servirà anche una buona dose di pianificazione e costanza, ma questo è un altro discorso.

    *tratta da Getting Results the Agile Way di J.D. Meier. 

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