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    Come insegnare a mio figlio a giocare da solo?

    Se i bambini imparano a giocare da soli mamma e papa’ guadagnano tempo per preparare la cena e organizzare gli altri aspetti della vita familiare, il tutto mentre i propri figli sviluppano le proprie competenze

    Se la giornata di lavoro è lunga, ci sono buone probabilità che mamma e papà torneranno a casa, senza dubbio, felici di vedere e stare con i propri bimbi ma anche stanchi e con diverse cose da organizzare: cena, lavatrici, eventuali impegni della giornata successiva, ecc.

    Photo by Stephen Andrews on Unsplash

    Organizzare e’ un compito “invisibile” ai piu’ piccoli

    Dopo aver salutato e passato un po’ di tempo con i piccoli, tu e tuo marito dovrete probabilmente dedicarvi ai bisogni familiari quotidiani. Questi compiti agli occhi dei nostri figli più piccoli risultano “invisibili”, nonostante si tratti di azioni che rientrano appieno tra i doveri dei genitori. Ciò può rendere questo momento piuttosto complicato.

    I bimbi inizieranno infatti a chiedervi di giocare ancora con loro o, se riuscirete ad allontanarvi dalla loro camera, verrete probabilmente richiamati più volte a gran voce per i motivi più disparati.

    Fin qui non c’è niente di male: è normale che dopo una giornata in cui non ci hanno visti, i bimbi desiderino passare del tempo con noi. 

    Il problema può nascere nel momento in cui, dopo una giornata stancante, questo continuo essere richiamati ci faccia perdere la pazienza, esternando il nostro stato d’animo in malo modo anche con loro. Oppure nel momento in cui, per non rifiutare il loro invito al gioco, non riusciamo a rispettare gli orari che sappiamo essere adatti al nostro stile di vita e a quello dei nostri figli.

    se tuo figlio non sa giocare da solo…

    Quando si presentano queste situazioni, noi genitori abbiamo diverse possibilità: 

    • coinvolgere i nostri figli in quello che dobbiamo fare, sperando che il compito sia di loro gradimento
    • inventare un’attività che possono fare vicino a noi mentre noi facciamo altro
    • optare per l’intrattenimento animato (sai bene che non è l’ideale ma sono sicura che tu conosca i limiti e gli aspetti negativi dell’eccessivo utilizzo degli schermi, soprattutto sui bambini più piccoli)

    Oppure: investire nell’insegnare ai nostri figli a giocare da soli, fin da piccoli.

    giocare da solo e’ un investimento a lungo termine

    Il gioco autonomo è un po’ come la migliore tata che tu possa immaginare: gioca con i tuoi figli, li educa e li intrattiene mentre sviluppa la loro creatività. Il tutto gratis e senza schermi.

    L’aspetto negativo, se vogliamo, è che il gioco indipendente non si sviluppa dall’oggi al domani: non è come andare in un negozio di giocattoli per scegliere un gioco che intrattenga i tuoi figli. Si tratta infatti di un investimento sulla loro autonomia e creatività che va fatto fin da quando sono piccoli, e a partire anche dagli spazi in cui si muovono. Ma, diversamente da un giocattolo comprato in un negozio, di cui probabilmente i tuoi figli si stancherebbero presto, o prima o poi si rovinerebbe o romperebbe, il gioco autonomo durerà per tutta la loro vita.

    Insegnare il gioco autonomo ai propri figli è un enorme regalo che potete fare a loro, ma anche a voi stessi.

    I 5 BISOGNI ESSENZIALI DEI BAMBINI

    Investire nell’insegnare a giocare da soli vuol dire rispondere ai 5 bisogni essenziali dei bambini:

    • esprimersi, scoprendo la propria personalità attraverso le loro emozioni
    • esplorare il mondo, il loro corpo e il rischio
    • sperimentare ed espandere le loro conoscenze e curiosità
    • costruire i loro mondi e abitarli
    • mettere in pratica le abilità che li guideranno verso il successo

    Ma come si può rispondere a questi bisogni attraverso il gioco autonomo?

    #1: INDIVIDUARE I MOMENTI DI GIOCO

    La prima cosa da fare è imparare a individuare i momenti in cui i nostri figli stanno giocando in maniera autonoma. Anche starsene sdraiati a guardare il soffitto è un momento di gioco, così come il momento in cui i nostri figli cantano, ballano, saltano o sfogliano un libro. 

    #2: NON INTERROMPERE

    Giocare da soli è infatti una loro competenza fin da piccoli. Quello che succede molto spesso è che siamo noi adulti a interromperli, intervenendo. 

    Quante volte ci ritroviamo a “narrare” quello che i bambini fanno (“Ah, la tua bambolina si è addormentata?”) o a interromperli mentre giocano (“Matteo, guarda che disordine”).

    Ecco, in quel momento noi stiamo interrompendo il flusso di concentrazione in cui erano immersi e quindi stiamo interrompendo il loro gioco autonomo.

    Il gioco indipendente è proprio come un muscolo, più viene allenato e più i momenti di gioco autonomo dureranno.

    #3: ORGANIZZARE GLI SPAZI DI CASA per farlo giocare da solo

    Oltre a tutti questi accorgimenti c’è un modo molto semplice in cui possiamo incentivare il gioco autonomo, ed è proprio attraverso gli spazi di casa.

    Partendo dai bisogni essenziali dei bambini, si possono infatti creare delle zone pensate apposta per fare in modo che i più piccoli soddisfino le loro esigenze di sperimentare ed esprimersi in totale libertà. Naturalmente mamma e papà dovranno mettere queste zone in sicurezza e organizzarle in maniera che sia facile, funzionale ed intuitivo anche per i più piccoli prendere e riporre i materiali e i loro giochi.

    E ora, non resta che allontanarsi silenziosamente e lasciare che la magia del gioco indipendente abbia inizio (e non venga interrotta).

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