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    Allattamento al seno e artificiale

    Quali differenze a livello pratico?

    Ok, dai, parliamo di allattamento.

    Devo dire la verità: non volevo farlo.

    Perché:

    • se ne parla già tanto;
    • non è il mio campo;
    • è un argomento delicato e che può scatenare polemiche.

    Ma ho anche capito che è un argomento su cui una neomamma ha spesso bisogno di confronto e che quindi, poiché voglio cercare di dare tutto il supporto che posso, non mi sento di non affrontare. E in qualche modo sento anche di poter dare il mio contributo.

    Però lo farò nella maniera pratica, concreta, senza fronzoli e preconcetti, che è tipica di Organizzatamente.

    allattamento al seno e artificiale
    Photo by Dave Clubb on Unsplash

    DISCLAIMER

    Prima di tutto ci tengo a spiegare la mia posizione a riguardo: io ho avuto due bimbi, il primo non l’ho allattato e la seconda sì. Ho fatto quindi entrambe le esperienze e, a mio avviso, hanno entrambi aspetti positivi e negativi.

    Nonostante l’allattamento al seno sia stato molto faticoso in certi momenti, un domani lo sceglierei ancora.

    Ora, io non posso dire qual è la soluzione più giusta per una mamma e il suo bambino, tuttavia credo non sia possibile ignorare il fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandi “l’allattamento in maniera esclusiva fino al sesto mese di vita e che il latte materno rimanga la scelta prioritaria anche dopo l’acquisto di alimenti complementari, fino ai due anni di vita ed oltre, e comunque finché mamma e bambino lo desiderino”.

    Posta questa base, credo che una mamma abbia il diritto di scegliere la modalità di allattamento sulla base delle proprie esigenze e necessità.

    Quello che però credo fortemente è che la scelta debba essere accompagnata da conoscenza e informazione. Per questo motivo è importantissimo il lavoro che svolgono le consulenti allattamento, come le professioniste IBCLC o le volontarie della Leche League.

    Una mamma, deve essere informata e consapevole e di conseguenza poter scegliere sulla base delle sue ragioni, che nessun altro può giudicare se non lei stessa.

    Se invece questa scelta dovesse nascere da una inadeguata conoscenza dei benefici o delle modalità, allora lì sì che tutti noi, come comunità, abbiamo il dovere di fare qualcosa. Ma questo qualcosa non è denigrare e criticare o additare, ma cercare di capire, comprendere, accogliere e, se ne abbiamo le competenze, spiegare e cercare di capire se possiamo aiutare.

    Infine, né in questo post, né nello schema qui sotto entrerò nel merito di questioni medico/sanitarie o psicologiche. Non troverete alcun riferimento a questi aspetti, perché non è il mio campo e non sarei io la persona giusta per scriverne.

    Ok, fatta questa lunga premessa, che spero evidenzi quelli che sono gli elementi su cui una mamma dovrebbe riflettere per poi decidere in merito all’allattamento dei propri figli, andiamo al punto.

    QUALI DIFFERENZE ORGANIZZATIVE TRA ALLATTAMENTO AL SENO E ARTIFICIALE?

    Quello che mi preme sottolineare qui è che tra allattamento al seno e allattamento artificiale ci sono delle differenze pratiche, di tipo organizzativo. E mi preme sottolinearlo perché a volte si pensa che l’uno o l’altro siano più facili da gestire. Secondo me sono faticosi tutti e due.

    Ma non devi fidarti di me. Ed è per questo ho creato uno schema dei pro e dei contro dell’allattamento al seno e dell’allattamento artificiale, da un punto di vista pratico.

    Se vuoi vedere cosa ne è venuto fuori, puoi scaricare il pdf qui.

    Non dimenticarti di farmi sapere se lo hai trovato utile!

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