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    Matrescenza: cosa c’entra con l’organizzazione

    Cos’è la matrescenza e perché non se ne parla abbastanza?

    Mi viene spesso chiesto perché dico sempre che mi occupo di mamme, quando anche i papà diventano genitori e si trovano anche loro ad affrontare una situazione completamente nuova.

    Società, cultura e fisiologia

    Prima di tutto, questo è vero in parte, perché per motivi sociali e culturali piuttosto radicati, la mamma risulta comunque quasi sempre essere il genitore primario, ruolo che si aggiunge sulle sue spalle oltre alla gestione della casa e della sua sfera privata.

    Inoltre, non si può non sottolineare una differenza fondamentale tra mamma e papà: il corpo e il cervello della neomamma subiscono cambiamenti fisici e chimici che la portano ad affrontare la maternità in maniera diversa, più complessa.

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    Photo by kevin liang on Unsplash

    MATRESCENZA: QUANDO GLI ORMONI RIDISEGNANO IL CERVELLO

    Le emozioni che si provano dopo la nascita, i contrasti, i cambiamenti, la vulnerabilità. Tutto insieme risulta in una sorta di tiro alla fune emotivo; una tensione costante tra il non sentirsi all’altezza e la gioia per il piccolo, i sensi di colpa e il desiderio di libertà.

    Con il parto, gli ormoni ridisegnano il tuo cervello affinché tu possai prenderti cura del nuovo arrivato.

    Quando partorisci, l’ossitocina fa in modo che tutte le tue attenzioni e cure siano completamente rivolte al bebè. Peccato che la te di prima non sia ancora pronta a questo legame, a questa responsabilità enorme: sI parla infatti anche di “tira-molla“.

    Questa rivoluzione che avviene nel cervello di una neomamma ha anche un nome più ufficiale: matrescenza.

    E sì, fa rima con adolescenza, perché lo sconvolgimento che crea dentro si può facilmente accomunare a quello del passaggio all’età adulta.

    Le parole creano consapevolezza e credo che di questa parola e del concetto che racchiude se ne dovrebbe parlare molto di più, perché troppe donne ancora non ne sanno abbastanza e pensano di essere sbagliate.

    Pensano di non sentirsi all’altezza del loro nuovo ruolo, pensano di non volere bene ai loro figli, hanno un’idea distorta della maternità.

    Alexandra Sacks, una psichiatra americana, ha dedicato un bellissimo TED a questo argomento, ti consiglio di ascoltarlo: dura poco ed è estremamente potente.

    MATRESCENZA E ORGANIZZAZIONE

    Ora ti chiederai cosa questo abbia a che fare con l’organizzazione.

    L’organizzazione è uno strumento che serve per vivere meglio alcune situazioni e migliorare alcuni aspetti della propria vita in maniera molto concreta.

    Io aiuto le neomamme a organizzarsi al meglio per vivere con serenità le proprie giornate con il piccolo, ma non posso farlo senza considerare anche il modo in cui funziona il cervello.

    Per questo, quando mi trovo di fronte a una neomamma, non posso ignorare i cambiamenti che stanno avvenendo dentro di lei: è l’unico modo sensato che ho per accogliere il suo problema e proporle la soluzione più adatta a quel momento specifico.

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