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    Vivere “senza”: il senso dello space clearing ai tempi del Coronavirus

    Mai come oggi, sembra essenziale imparare a vivere con meno. Ecco perché ha senso fare space clearing in questi giorni di quarantena da Coronavirus.

    Disclaimer: l’approfondimento e l’attività che consiglio oggi è rivolta in particolare a chi, tra tutti noi costretti a casa dal Coronavirus, potrebbe trovarsi ad avere più tempo libero di altri. Parlo per esempio di chi non ha figli o di chi li ha già grandi, o magari di chi, per qualsiasi motivo, non ha impegni lavorativi troppo intensi.

    Oggi è il giorno della Settimana dell’Organizzazione dedicato allo space clearing e, in questo periodo di reclusione forzata per l’emergenza Coronavirus, ti confesso che ho fatto molta fatica a scrivere questo post. Mi sono, infatti, interrogata a lungo sull’utilità che potesse avere, oggi, spiegarti come liberarti dalle cianfrusaglie, quando al momento le priorità sono ben altre: restare a casa, al sicuro, per proteggere gli altri.

    Qualche giorno fa, però, ho letto una bella riflessione di Gabriele Romagnoli su La Repubblica:

    ‘[La parola senza] “ai più mette paura. La associano alla mancanza di qualcosa, spesso fondamentale. […] Eppure la vita ci insegna a fare senza. E a sopravvivere, resistere, migliorare per questo. Perdere è, a volte, arricchirsi. Scoprire che si avevano false necessità, affrancarsi da bisogni illusori. Si può restare senza qualcosa e stare meglio di prima, specie se quella cosa si è donata”. Non ci siamo mai accorti che stava a una sillaba di distanza dall’es-senza’.

    Less is more

    Queste parole mi hanno ricordato dove affondano le radici della mia passione per la semplificazione e per il minimalismo e, di conseguenza, la mia decisione di fare la professional organizer: e cioè, nella forte, personale convinzione che la qualità sia meglio della quantità e che il “poco e buono” è per me sempre meglio del “tanto e meno buono”. Ed è questa visione che, applicata a tutti gli ambiti della vita, cerco di trasmettere a chi mi segue e che condivido con i miei clienti.

    Oggi più che mai, l’epidemia da Coronavirus, con le misure restrittive a cui ci sta obbligando, ci sta insegnando che dobbiamo imparare a fare space clearing, e a vivere, se non senza, con meno.

    cartello luminoso, less is more. space clearing e coronavirus.

    Space clearing

    Lo space clearing si fonda sulla stessa convinzione. Karen Kingston, colei che ha teorizzato lo space clearing più di vent’anni fa, nel suo libro “Feng Shui e Space Clearing”, parla proprio dell’eliminazione di quelle che definisce le “cianfrusaglie” che si accumulano in casa e che bloccano l’energia della casa e delle persone che vi abitano.

    L’idea di base è che ogni oggetto che conservi – magari perché “un giorno potrebbe tornare utile”, è legato al passato, oppure era un regalo ma non vuoi dare un dispiacere a chi te l’ha donato – è un ostacolo in più a una vita agile, semplice e leggera.

    Da dove iniziare

    Ora, se ti va, ti propongo un piccolo esercizio:

    • Pensa a una zona della tua casa che ti fa sentire a disagio o che ti trasmette sensazioni spiacevoli. Tra quelle che ti vengono in mente, scegli l’area più piccola. Può essere anche solo un mobile, un’anta o un cassetto.
    • Trovata l’area o la stanza, analizza gli oggetti che la occupano e scegli non tanto cosa eliminare, ma da quali oggetti non vuoi separarti perché sono belli/li usi spesso/hanno un valore (anche sentimentale). A seconda dell’area che stai analizzando sono molte le cianfrusaglie che potresti incontrare e che non ha senso conservare (vecchi scontrini, bottoni staccati, manuali di vecchi apparecchi, doppioni di utensili, ecc).

    mensola legno con bottiglie e ciotole
    • Salva quindi gli oggetti “del cuore” e decidi cosa fare di quello che non vuoi conservare: alcune cose saranno ovviamente da buttare, ma magari ce ne saranno altre che potresti regalare, donare o riciclare.
    • A questo punto riorganizza gli oggetti che hai deciso di conservare, valutando se il posto in cui li hai trovati è effettivamente il posto più adatto per conservarli o se preferisci trovare loro una differente collocazione.
    • Valuta anche, infine, come contenere questi oggetti: il mio consiglio è sempre quello di raggruppare oggetti di una stessa categoria (e ho scritto “categoria” apposta, non “tipo”) e riunirli in scatole o contenitori pratici, magari con manici e etichette.

    Una volta per tutte. Finchè funziona.

    Sono piuttosto sicura che ogni casa abbia un angolo di questo genere, a volte intere stanze. I motivi per cui si creano queste situazioni possono essere diversi. Sicuramente però queste aree hanno in comune una grossa quantità di oggetti contenuti al loro interno.

    Se hai letto il libro di Marie Kondo “Il magico potere del riordino” forse ricordi come l’autrice sostenga che, riordinando la tua casa attraverso il suo metodo, l’avresti fatto una volta per tutte.

    Questa affermazione mi trova abbastanza in disaccordo, soprattutto perché il mondo, la vita e gli esseri umani sono mutevoli (guarda la situazione in cui ci troviamo oggi, per esempio, estremamente lontana dalla nostra vita fino a un mese fa!) ed è naturale che anche i tuoi ritmi e abitudini cambino portando delle modifiche al tuo stile di vita. Questo vuol dire, quindi, che anche la tua casa ne sarà influenzata e rispecchierà questo cambiamento.

    Non c’è nulla di cui vergognarsi, piuttosto, quello che è utile fare in questi casi, è prendere atto del cambiamento e, appena possibile, rivedere queste zone in maniera da alleggerirle e renderle facili da fruire, in modo che non complichino la tua vita, ma anzi siano tuoi alleati nella semplificazione delle giornate.

    Se decidi di provarci, fammi sapere com’è andata! E naturalmente non esitare a scrivermi per qualsiasi dubbio o domanda!

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